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GEO: come farsi citare da ChatGPT, Gemini e dalla AI Mode di Google
Sempre più persone chiedono a un'AI invece di cercare su Google. Cos'è la GEO, cosa conta davvero per essere citati nelle risposte e cosa invece è solo rumore.
Per vent'anni la domanda è stata: come arrivo primo su Google? Oggi se ne aggiunge un'altra. Quando qualcuno chiede a ChatGPT, a Gemini o alla AI Mode di Google "a chi mi rivolgo per rifare il sito a Verona?", il tuo nome compare nella risposta o no?
È questo il campo della GEO, Generative Engine Optimization: rendere un'azienda comprensibile e citabile per i motori che rispondono con un testo invece che con una lista di link. In Italia non è più un tema per addetti ai lavori: le AI Overview di Google sono arrivate il 26 marzo 2025, la AI Mode in italiano l'8 ottobre 2025.
Prima la notizia che nessuno vende: non c'è un trucco
Google lo scrive nero su bianco nella sua documentazione per chi gestisce siti: per comparire nelle AI Overview e nella AI Mode non esistono requisiti aggiuntivi né ottimizzazioni speciali. Una pagina deve essere indicizzata e idonea a comparire nei risultati normali. Tutto qui.
Quindi chi vende "pacchetti GEO" fatti di formule magiche vende aria. La GEO seria è SEO fatta bene, più un lavoro in più sulla chiarezza: i motori generativi citano chi si capisce subito.
Cosa conta davvero
- Un'entità chiara. Il nome dell'azienda deve essere scritto sempre allo stesso modo, ovunque: sito, profili social, LinkedIn, profilo Google, directory. Se in un posto sei "Studio Rossi", in un altro "Rossi Design" e in un terzo "RossiLab", per una macchina sono tre aziende diverse e nessuna è abbastanza solida da essere citata.
- Frasi che si possono citare. I claim creativi funzionano per le persone, non per i motori. Serve almeno una frase piana e fattuale: chi sei, dove sei, cosa fai, per chi. Per esempio: "Studio di comunicazione, design e sistemi AI a Verona per le PMI". Mettila in home, nelle FAQ e nella descrizione dei profili.
- Risposte alle domande vere. Le persone chiedono alle AI cose precise: quanto costa, quanto ci vuole, cosa cambia tra A e B. Una pagina FAQ onesta e articoli che rispondono a una domanda per volta sono il materiale che i motori riprendono.
- Contenuto in testo. Quello che è solo dentro un'immagine, un video o un PDF scansionato per un motore quasi non esiste. Le informazioni importanti vanno scritte nella pagina.
- Dati strutturati coerenti. Lo schema.org aiuta a dire chi sei e cosa offri, ma Google chiede una cosa sola: che corrisponda a quello che si legge sulla pagina. Dati strutturati che promettono cose non visibili sono un rischio, non un vantaggio.
- Fonti esterne che confermano. Un motore si fida di più di un'azienda che trova descritta in modo coerente in più posti: profilo Google, LinkedIn aziendale, directory di settore, articoli di altri siti. Non conta la quantità di link, conta che raccontino tutti la stessa cosa.
- Aggiornamento. Un blog fermo da due anni dice ai motori, e alle persone, che l'azienda è ferma. Un contenuto nuovo e utile ogni settimana vale più di dieci pagine scritte una volta e dimenticate.
Cosa è rumore
- Riempire i testi di parole chiave. Peggiora la lettura e non aiuta nessun motore moderno.
- Pagine fotocopia per ogni città. "Web agency Verona", "Web agency Vicenza", "Web agency Padova" con lo stesso testo: per Google sono contenuti di scarso valore.
- Il file llms.txt come soluzione. È un file di presentazione pensato per i modelli linguistici. Costa poco e non fa danni, ma ad oggi non ci sono prove solide che i grandi motori lo usino per decidere chi citare. Si mette, non ci si conta.
Come si misura
La parte scomoda della GEO è che si misura male. Il traffico che arriva dalle AI Overview e dalla AI Mode compare in Search Console insieme alla ricerca normale, nel tipo di ricerca "Web": non c'è una colonna separata. Per le altre AI il metodo più onesto è empirico: una volta al mese fai a ChatGPT, Gemini e Perplexity le domande che farebbe un tuo cliente e annoti se e come compari.
Da dove partire questa settimana
- Scrivi la frase che descrive la tua azienda in modo piano e mettila uguale su sito e profili.
- Controlla che il nome sia identico ovunque, compreso il profilo Google.
- Elenca le cinque domande che i clienti ti fanno sempre e rispondi sul sito, una per una.
- Verifica in Search Console che le pagine importanti siano indicizzate.
- Decidi un ritmo di pubblicazione che riesci a tenere, anche solo un articolo a settimana.
In sintesi
- La GEO non ha trucchi: è SEO fatta bene più chiarezza.
- I motori generativi citano entità coerenti, frasi fattuali e risposte a domande vere.
- Keyword stuffing, pagine fotocopia e scorciatoie non funzionano.
- Si misura con Search Console e con controlli periodici fatti a mano.
Se vuoi capire come la tua azienda viene descritta oggi dalle AI e cosa sistemare per prima, parliamone.