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Il sito è bello ma non porta clienti: 6 cose da sistemare prima di rifarlo
Prima di rifare il sito da zero, controlla queste sei cose. Spesso il problema non è la grafica ma quello che il sito dice, a chi lo dice e cosa chiede di fare.
"Il sito è bello, ma non arriva niente." È una delle frasi che sentiamo più spesso nelle prime call. E quasi sempre la conclusione che il cliente ha già tratto è sbagliata: "Allora rifacciamolo."
Rifare un sito costa tempo e soldi. Prima conviene capire perché quello attuale non lavora. Nella maggior parte dei casi il problema non è la grafica, e un sito nuovo con gli stessi difetti sarà solo un sito nuovo che non vende.
1. Non si capisce cosa fai in cinque secondi
Apri la home e leggi solo il titolo e la riga sotto. Un estraneo capirebbe cosa fai, per chi e dove? Titoli come "Eccellenza e passione dal 1998" o "Diamo forma alle tue idee" sono belli da scrivere e inutili da leggere. Il titolo può essere creativo, ma subito dopo serve una frase piana: cosa fai, per chi, in che zona.
2. Parla di te, non del problema del cliente
"Chi siamo", "la nostra storia", "i nostri valori". Il visitatore arriva con un problema e cerca qualcuno che lo abbia capito. Riscrivi la prima sezione partendo dalla sua situazione: cosa non funziona oggi, cosa vorrebbe ottenere. La tua storia viene dopo, come prova.
3. Non c'è una prossima mossa chiara
Ogni pagina deve chiedere una cosa sola: chiamare, scrivere, prenotare una call, chiedere un preventivo. Se in home ci sono sei pulsanti diversi, il visitatore non ne sceglie nessuno. Se c'è solo un "Contattaci" in fondo al footer, non lo trova. Un invito chiaro, ripetuto nei punti giusti, vale più di qualsiasi animazione.
4. Le prove sono vaghe o assenti
"Clienti soddisfatti in tutta Italia" non prova niente. Funzionano i casi concreti: che problema aveva l'azienda, cosa avete deciso, cosa è cambiato. Anche senza numeri, una decisione raccontata bene è più credibile di un aggettivo. E se mostri loghi di clienti, devono essere clienti veri e attuali: chi controlla se ne accorge.
5. Google non sa di cosa parla
Un sito di una sola pagina, con testi in immagini e titoli creativi, per un motore di ricerca è quasi muto. Controlla almeno tre cose:
- il titolo della pagina, quello che compare nella scheda del browser, contiene cosa fai e dove;
- le informazioni importanti sono scritte in testo, non solo in immagini;
- il sito è registrato in Google Search Console e le pagine risultano indicizzate.
Poi serve un motivo per cui Google torni a guardarti: contenuti nuovi e utili, con regolarità.
6. Le richieste arrivano, ma si perdono dopo
A volte il sito funziona e il problema è a valle. Il form invia a una casella che nessuno legge, le richieste del weekend restano senza risposta fino a martedì, i preventivi mandati non vengono mai richiamati. Prima di toccare il sito, controlla cosa succede a una richiesta dal momento in cui arriva. Prova tu: compila il form e cronometra.
Quando rifarlo davvero
Il sito va rifatto quando il problema è strutturale: è lento su mobile, non si può aggiornare senza chiamare qualcuno, racconta un'azienda che non esiste più, o il posizionamento è cambiato così tanto che correggerlo pezzo per pezzo costa più che ripartire. In tutti gli altri casi, spesso bastano un nuovo testo, un invito all'azione chiaro e un processo che segue le richieste.
In sintesi
- Il titolo deve far capire in cinque secondi cosa fai, per chi e dove.
- Si parte dal problema del cliente, non dalla storia dell'azienda.
- Una sola prossima mossa chiara per pagina.
- Prove concrete al posto degli aggettivi.
- Testo leggibile per Google e contenuti nuovi con regolarità.
- Prima di rifare il sito, controlla cosa succede alle richieste che arrivano.
Se vuoi un parere schietto sul tuo sito prima di decidere se rifarlo, scrivici: nella prima call ti diciamo le tre cose da sistemare per prime.